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    Fiscalità
    23 maggio 20269 min di lettura

    Tasse a Dubai 2026: guida completa al Corporate Tax 9% (e tutto quello che devi sapere)

    Dal 2023 Dubai ha introdotto il Corporate Tax al 9%, ma con esenzioni e soglie precise. Scopri cosa cambia per gli imprenditori italiani: chi paga, quanto, come dichiarare e come restare in regola con il Fisco italiano.

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    Tasse a Dubai 2026: guida completa al Corporate Tax 9% (e tutto quello che devi sapere)

    In breve

    Dubai e gli Emirati Arabi Uniti restano una delle giurisdizioni più favorevoli del mondo, ma non sono più tax-free come una volta. Dal giugno 2023 è stato introdotto il Corporate Tax al 9%, applicato però solo sopra una soglia generosa.

    I numeri chiave per il 2026:

    • IRPEF (imposta sui redditi personali): 0% — invariata
    • Corporate Tax: 9% solo su utili societari superiori a 375.000 AED (~95.000 €) annui
    • Corporate Tax: 0% sui primi 375.000 AED di utile
    • VAT (IVA): 5% se fatturato annuo supera 375.000 AED
    • Tasse su dividendi distribuiti ai soci: 0%
    • Tasse su capital gain: 0%
    • Tasse di successione: 0%
    • Tasse su patrimonio immobiliare: 0%

    In altre parole: una società con utili annui inferiori a 95.000 € non paga alcuna tassa sui profitti. Solo da 95.001 € in su scatta il Corporate Tax al 9%, e si applica solo alla parte eccedente.

    Cos'è il Corporate Tax UAE introdotto nel 2023

    Per anni Dubai è stata sinonimo di "zero tasse". Questo è cambiato con il Federal Decree-Law No. 47 del 2022, che ha introdotto il Corporate Tax federale entrato in vigore il 1° giugno 2023.

    L'obiettivo dichiarato è doppio: 1. Allineare gli Emirati agli standard fiscali internazionali OCSE (BEPS 2.0, Pillar Two) 2. Diversificare le entrate dello Stato riducendo la dipendenza dal petrolio

    Le aliquote applicate sono:

    | Reddito imponibile annuo | Aliquota | |---|---| | 0 – 375.000 AED (~95.000 €) | 0% | | Oltre 375.000 AED | 9% sulla parte eccedente | | Multinazionali con ricavi globali > 750 mln € | 15% (Pillar Two OCSE, dal 2025) |

    Le società che possono dimostrare di essere "Qualifying Free Zone Person" (QFZP) — cioè società in Free Zone che rispettano determinati criteri — continuano a beneficiare di 0% sul reddito qualificante anche sopra la soglia.

    Cos'è una Qualifying Free Zone Person (QFZP)

    Una società in Free Zone può mantenere il regime di esenzione totale (0%) se rispetta queste condizioni:

    1. È regolarmente costituita in una Free Zone designata 2. Ha sostanza economica adeguata negli Emirati (uffici, dipendenti, attività reale) 3. Genera "qualifying income": principalmente reddito da clienti fuori UAE o da altre Free Zone 4. Non ha optato volontariamente per il regime standard di Corporate Tax 5. Rispetta i requisiti di transfer pricing sulle operazioni infragruppo 6. Mantiene la contabilità separata se ha business misto (qualifying + non-qualifying)

    In pratica: se la tua società Free Zone fattura prevalentemente clienti europei, americani o asiatici (cioè fuori UAE), continui a pagare 0% di Corporate Tax. Se invece vendi prevalentemente al mercato locale Emirati al di fuori della tua Free Zone, scatta il 9% sopra i 375.000 AED.

    VAT (IVA) al 5% — chi deve registrarsi

    Il Value Added Tax (VAT) UAE è in vigore dal 1° gennaio 2018 ed è al 5% standard.

    Devi registrarti al VAT obbligatoriamente se il tuo fatturato annuo supera 375.000 AED (~95.000 €).

    Puoi registrarti volontariamente se il fatturato annuo supera 187.500 AED (~47.000 €).

    Sotto i 187.500 AED non sei obbligato e non puoi richiedere il rimborso VAT sui costi.

    Esistono transazioni zero-rated (VAT 0%) tra cui esportazioni di beni e servizi fuori UAE, sanità, istruzione, primo trasferimento di nuovi immobili. Su queste applichi VAT 0% ma puoi recuperare il VAT sui costi sostenuti.

    Cosa cambia per gli italiani: residenza fiscale

    Qui sta il punto cruciale. Le tasse Dubai 0–9% si applicano alla società. Tu, come persona fisica, sei tassato in base alla tua residenza fiscale.

    Tre scenari possibili:

    Scenario A — Residente fiscale italiano con società a Dubai Mantieni la residenza in Italia. La tua società Dubai è tassata secondo le leggi UAE (0–9%). Ma sui dividendi che ti distribuisce paghi l'imposta sostitutiva italiana del 26%. Se la società è considerata "controllata estera" (CFC) ai sensi dell'art. 167 TUIR, il reddito della società può essere tassato direttamente in capo a te in Italia anche senza distribuzione.

    Quando scattano le CFC rules: - Possiedi più del 50% della società - La società è in un Paese a fiscalità privilegiata (Corporate Tax effettivo < 15%, condizione che gli UAE soddisfano) - Più del 30% dei ricavi della società è "reddito passivo" (royalty, dividendi, interessi)

    Scenario B — Residente fiscale UAE Hai trasferito la residenza fiscale negli Emirati. Devi: 1. Iscriverti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) 2. Ottenere il visto di residenza UAE valido 3. Permanere fisicamente oltre 183 giorni all'anno fuori Italia (centro degli interessi vitali in UAE) 4. Eliminare i legami sostanziali con l'Italia (residenza familiare, immobile primario, conti bancari principali)

    In questo scenario, paghi solo le tasse UAE sui redditi prodotti dalla società. Zero IRPEF italiana sui dividendi e sui redditi UAE.

    Scenario C — Residenza fiscale "tax planning" senza requisiti reali Sconsigliato. L'Agenzia delle Entrate italiana effettua controlli mirati su chi sposta la residenza in Paesi a fiscalità privilegiata. Se non hai presenza fisica reale, conti bancari prevalenti, immobile, scuole familiari negli Emirati, rischi che la residenza italiana venga disconosciuta e di subire accertamenti retroattivi più sanzioni.

    Trattato Italia-UAE sulla doppia imposizione

    Italia ed Emirati Arabi Uniti hanno firmato nel 1995 (in vigore dal 1997) una Convenzione contro le doppie imposizioni. Il trattato:

    • Stabilisce le regole per attribuire la potestà impositiva su redditi cross-border
    • Permette di non pagare due volte la stessa imposta
    • Prevede aliquote ridotte su dividendi (5% se partecipazione >25%), interessi (0%) e royalty (10%)
    • Definisce il concetto di "residenza fiscale" per dirimere conflitti tra i due Stati

    Importante: il trattato funziona solo se sei effettivamente residente in uno dei due Stati. Se l'Italia ti considera residente nonostante l'AIRE, devi dimostrarlo con prove concrete.

    Adempimenti per la società Dubai nel 2026

    Anche se le tasse sono basse o nulle, gli adempimenti esistono. Una società UAE deve:

    1. Registrarsi al Corporate Tax entro 3 mesi dall'incorporazione (Federal Tax Authority, FTA) 2. Tenere la contabilità secondo standard IFRS o IFRS for SMEs 3. Effettuare un audit annuale in molte Free Zone (es. DMCC, JAFZA, sopra certi fatturati) 4. Depositare la dichiarazione Corporate Tax entro 9 mesi dalla chiusura dell'esercizio 5. Versare l'eventuale imposta entro la stessa scadenza 6. Conservare la documentazione per almeno 7 anni 7. Effettuare l'Economic Substance Reporting (ESR) se l'attività rientra tra quelle qualificate 8. Rispettare il transfer pricing se opera con consociate

    Sanzioni per inadempimento Corporate Tax:

    | Violazione | Sanzione | |---|---| | Mancata registrazione tax | 10.000 AED | | Ritardo dichiarazione | 500 AED/mese (max 10.000 AED) | | Ritardo pagamento | 14% annuo sull'importo dovuto | | Documentazione incompleta | 10.000–20.000 AED | | Falsa dichiarazione | 50.000–500.000 AED + penale |

    Confronto: Dubai vs Italia vs altre giurisdizioni

    | Voce | Dubai (Free Zone QFZP) | Italia (SRL) | Cipro | Estonia | |---|---|---|---|---| | Aliquota societaria | 0% (fino 95k €) / 9% | 24% (IRES) + IRAP | 12,5% | 20% (solo su utili distribuiti) | | Tasse sui dividendi al socio | 0% se UAE-resident | 26% | 0% (non residenti) | 7% | | VAT/IVA | 5% | 22% | 19% | 22% | | Setup costo annuo medio | 6.000–10.000 € | 4.000–6.000 € | 5.000–8.000 € | 1.500–3.000 € | | Tempo costituzione | 1–7 giorni | 30 giorni | 10 giorni | 1 giorno (e-Residency) | | Trattato con Italia | Sì (1995) | — | Sì | Sì |

    Conclusione: Dubai resta vantaggiosa solo se vuoi anche trasferire la residenza fiscale o se i tuoi clienti sono fuori UAE (regime QFZP). Per chi vuole restare residente italiano, la convenienza dipende dal modello di business e dalle CFC rules.

    Errori fiscali comuni da evitare

    1. Aprire la società Dubai senza valutare le CFC italiane — rischi di pagare comunque le tasse italiane sulla società UAE. 2. Non iscriversi all'AIRE pensando di essere automaticamente "non residente" — l'iscrizione AIRE è condizione necessaria ma non sufficiente. 3. Trascurare la sostanza economica — l'FTA emiratino può revocare il regime QFZP se non dimostri attività reale. 4. Saltare l'audit annuale obbligatorio — alcune Free Zone lo richiedono anche per società piccole. 5. Non registrarsi al VAT al raggiungimento della soglia — sanzione 20.000 AED. 6. Distribuire dividendi senza pianificazione — se sei ancora residente italiano, paghi il 26% in Italia.

    Conclusione: Dubai conviene ancora nel 2026?

    Sì, ma con strategia. Le tasse Dubai 2026 restano tra le più basse al mondo per chi:

    • Genera utili annui superiori a 200.000 € (sotto questa soglia il gioco non vale la candela considerando costi di setup e mantenimento)
    • È disposto a trasferire effettivamente la residenza fiscale negli Emirati
    • Lavora con clienti internazionali fuori UAE (per il regime QFZP)
    • Ha un'attività scalabile che beneficia della reinvestimento intermedio degli utili

    No, se: - Vuoi mantenere a tutti gli effetti la residenza italiana e non hai un business internazionale - I tuoi utili sono modesti (< 100.000 € annui) - La tua attività è prevalentemente locale italiana - Non sei pronto a gestire compliance e adempimenti UAE

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    Domande frequenti

    Pago tasse a Dubai sul mio stipendio personale? No. L'UAE non ha IRPEF. Se sei residente fiscale UAE, il tuo stipendio è esente da imposte sui redditi personali (sia che venga dalla tua società sia da terzi).

    Quando devo pagare il Corporate Tax al 9%? Solo se la tua società ha un utile annuo superiore a 375.000 AED (~95.000 €) e non rientra nel regime QFZP. Sotto questa soglia o se sei QFZP, paghi 0%.

    Devo dichiarare la società Dubai al Fisco italiano? Sì, se sei residente fiscale italiano. La partecipazione va indicata nel quadro RW della dichiarazione dei redditi (monitoraggio fiscale). I redditi possono essere imputati direttamente a te (CFC rules) o tassati solo sui dividendi distribuiti.

    Posso usare la mia società Dubai per fatturare clienti italiani? Sì legalmente, ma valuta gli effetti fiscali italiani: l'Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la "esterovestizione" se l'amministrazione effettiva resta in Italia, anche se la società è formalmente UAE.

    Quanto costa la dichiarazione Corporate Tax annuale? Tra 2.500 e 8.000 AED a seconda della complessità e del consulente scelto. BusinessUAE offre il servizio in pacchetto annuale con contabilità + audit + dichiarazione a partire da 6.000 AED.

    Fabio Felice Cudia — Founder & Managing Director di BusinessUAE

    Sull'autore

    Fabio Felice Cudia

    Founder & Managing Director — BusinessUAE (Opera Engineering FZ-LLC)

    Imprenditore italiano a Dubai dal 2015, nei servizi alle imprese dal 2005. Ha seguito di persona oltre 500 aziende di imprenditori italiani negli Emirati. Scrive di fiscalità UAE, free zone, visti e residenza — per esperienza diretta, non per teoria.

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